Cucina a Scomparsa in Hotel: Progettazione e Normative da Rispettare

Cucina a Scomparsa in Hotel: Progettazione e Normative da Rispettare

Cucina a Scomparsa in Hotel: Progettazione e Normative da Rispettare

Nel settore dell’hospitality, l’ottimizzazione degli spazi è diventata una delle sfide progettuali più importanti degli ultimi anni. Tra le soluzioni più apprezzate dai progettisti e dagli albergatori figura senza dubbio la cucina a scomparsa in hotel, un sistema che permette di integrare un’area cottura funzionale all’interno di camere, suite o appartamenti, rendendola invisibile quando non utilizzata. Una scelta che risponde tanto alle esigenze estetiche quanto a quelle pratiche, ma che richiede una progettazione attenta e il rispetto di normative specifiche.

Che Cos’è una Cucina a Scomparsa e Perché Sceglierla in Hotel

Una cucina a scomparsa è un sistema modulare che consente di nascondere l’area cottura dietro ante, pannelli scorrevoli o elementi d’arredo apribili, rivelando un vero e proprio angolo cucina completo di piano cottura, lavello, frigorifero e talvolta anche forno a microonde. Nella ricettività alberghiera, questa soluzione è particolarmente indicata per:

  • Aparthotel e residence: strutture che offrono soggiorni prolungati e necessitano di dotare ogni unità di un’area cucina completa senza sacrificare l’estetica.
  • Suite di lusso: dove l’integrazione estetica è fondamentale e si vuole offrire autonomia al cliente mantenendo un ambiente elegante.
  • Camere superior o junior suite: che ambiscono a offrire un servizio più completo rispetto alla camera standard.
  • Boutique hotel: dove lo spazio è spesso limitato e ogni metro quadro deve essere valorizzato al massimo.

La cucina a scomparsa in hotel non è solo una questione di design: è anche una risposta concreta alla crescente domanda di flessibilità da parte dei viaggiatori moderni, sempre più abituati a stili di vita ibridi tra il soggiorno in hotel e la comodità di casa.

Elementi Fondamentali nella Progettazione

Progettare una cucina a scomparsa per una struttura ricettiva richiede competenze multidisciplinari che spaziano dall interior design all’impiantistica, dalla conoscenza dei materiali alla comprensione delle normative di settore.

Layout e Modularità

Il primo aspetto da affrontare è il layout. I sistemi a scomparsa più diffusi in ambito alberghiero sono quelli a colonna (verticali) o a blocco orizzontale, integrati in armadi o pareti attrezzate. La modularità è la parola chiave: ogni componente deve essere accessibile, facile da usare e altrettanto facile da chiudere. I piani di cottura preferiti sono quelli a induzione, più sicuri, più semplici da pulire e con una superficie piatta che si integra meglio nei sistemi a scomparsa.

Materiali e Finiture

Per una struttura alberghiera, la scelta dei materiali deve tenere conto dell’utilizzo intensivo. Le superfici devono essere resistenti all’umidità, ai graffi e alle alte temperature. Le ante esterne, visibili quando la cucina è chiusa, devono integrarsi con l’estetica generale della camera: laccate opache, rivestite in legno o trattate con finiture speciali, devono garantire al contempo durata e bellezza.

Impianti: Elettrico, Idraulico e di Ventilazione

L’impianto elettrico deve essere dimensionato per supportare i carichi degli elettrodomestici previsti. Un piano cottura a induzione, un frigorifero e un microonde richiedono una potenza adeguata e un quadro elettrico dedicato con protezioni differenziali. L’impianto idraulico deve prevedere allaccio e scarico per il lavello, con particolare attenzione alle guarnizioni e ai materiali antiretrodiffusione per prevenire contaminazioni. La ventilazione è forse l’elemento più critico: anche in assenza di fiamme libere, la cottura a induzione produce vapori che devono essere estratti. I sistemi di aspirazione devono essere conformi alle normative antincendio e integrati in modo da non compromettere l’estetica.

Normative da Rispettare per la Cucina a Scomparsa in Hotel

Questo è l’aspetto più delicato dell’intera progettazione. In Italia, le strutture ricettive sono soggette a una pluralità di normative che variano anche in base alla regione e alla tipologia di classificazione alberghiera.

Normativa Antincendio

Le cucine, anche quelle a scomparsa, rientrano nei locali a rischio specifico secondo il D.M. 9 aprile 1994 e successive circolari del Ministero dell’Interno. Per gli hotel con più di 25 posti letto è obbligatorio il Certificato di Prevenzione Incendi (CPI), rilasciato dai Vigili del Fuoco. L’installazione di piani cottura a induzione è generalmente preferita proprio per ridurre il rischio di incendio rispetto ai piani a gas. Tuttavia, è necessario verificare sempre con il proprio comando provinciale dei VVF le prescrizioni specifiche per la tipologia di impianto scelto.

Normativa Igienico-Sanitaria

Il Regolamento CE 852/2004 e le normative regionali in materia di igiene degli alimenti si applicano anche alle cucine ad uso degli ospiti. I materiali a contatto con gli alimenti devono essere conformi alle disposizioni europee (Regolamento CE 1935/2004). Il piano cottura, il lavello e le superfici di lavoro devono essere facilmente lavabili e non porosi. La ASL territoriale può effettuare sopralluoghi e verifiche in qualsiasi momento.

Normativa Sull’Accessibilità

Il D.M. 236/1989 e il D.P.R. 503/1996 prevedono che almeno una percentuale delle camere di ogni struttura ricettiva sia accessibile alle persone con disabilità. Le cucine a scomparsa destinate a queste camere devono rispettare le misure minime di accessibilità: altezze dei piani di lavoro adeguate, spazi di manovra sufficienti per una sedia a rotelle, comandi raggiungibili.

Classificazione Alberghiera e Standard Regionali

Ogni regione italiana definisce i propri standard minimi per la classificazione alberghiera. La presenza di una cucina — anche a scomparsa — può influenzare la classificazione dell’unità abitativa (es. da camera a monolocale o miniappartamento), con impatti sulle tariffe, sull’IVA applicabile e sui requisiti di legge. È fondamentale consultarsi con la Regione di appartenenza e, se del caso, con il Comune, per verificare la conformità urbanistica e le autorizzazioni necessarie.

Consigli Pratici per Albergatori e Progettisti

Realizzare una cucina a scomparsa in hotel non è un’operazione da improvvisare. Ecco alcune raccomandazioni chiave:

Affidarsi sempre a professionisti abilitati per la progettazione impiantistica e per la gestione delle pratiche autorizzative. Scegliere fornitori specializzati in arredamento contract, che abbiano già esperienza nel settore alberghiero e conoscano le esigenze di robustezza e manutenibilità. Prevedere un piano di manutenzione ordinaria per i componenti meccanici (cerniere, sistemi di apertura soft-close, cassetti estraibili) che, in ambienti ad alta rotazione come gli hotel, si usurano più rapidamente. Informare il personale di housekeeping sulle corrette procedure di pulizia e ispezione delle cucine a scomparsa, per garantire sempre igiene e funzionalità.

Conclusione

La cucina a scomparsa in hotel rappresenta una soluzione intelligente, estetica e funzionale, ma la sua realizzazione richiede un approccio professionale e multidisciplinare. Rispettare le normative vigenti non è solo un obbligo di legge, ma anche una garanzia di sicurezza per gli ospiti e di tutela per l’albergatore. Investire nella progettazione corretta fin dall’inizio significa evitare costose modifiche in corso d’opera e ottenere un prodotto duraturo, sicuro e capace di valorizzare l’offerta ricettiva della struttura.

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